*Tutte queste cose abbisognarono/ perché le nostre mani s'incontrassero (J.L.Borges)*
Il canto il controcanto l'orchestra l'oboe il giro di do del menestrello.
Ho ripassato
le epoche
della mia vita
e ho mandato all'inferno ogni parte di me, questi sono i miei rigagnoli contati in un deposito di acqua stagna dei gerani,
(giro la testa d'intorno per sentire, per provare la circolarità vertiginosa) il mio letto non è neppure di Van Gogh, i miei spaghetti non sono di Sordi, non sono
protagonisti.
Lo sai, amore mio? Il mio supplizio è quando mi credo in armonia.
FRANCESCA (27/5/1989 - 28/5/2009)
I
Venga il tuo regno, con tutto che consegue
e con l'errore,
l'inciampo
manifesto del dolore.
La gola sale all'acqua,
gira il nervo al soldo del padrone,
astrazione di prefiche disfatte
raggirate
senza nome. Amico, con un bacio tradisci,
anch'io,
forse, vorrei un amico così.
II
La notte insidia l'occhio più che il giorno,
nel mentre in cui ci lasci la
paura
di esserti ritorno,
di esserti essenziale.
Vedo il bene, faccio male,
che non smetto più di scrivere e
pensare.
III
Concludere il discorso.
Da un broglio di balbuzie.
Versare al commensale.
Porgendogli le scuse.
IV
La croce basta appena
appena, eppure basta
(siamo da capo se togli
l’iniziale, la scheggia
della lancia)
giusta giusta
sta nella ferita
giusta giusta nell''inumana vita
di non-te.
Nel già consorzio umano
io ero quattro versi
direi NON infelici,
più: triti.
“Ho fatto il mio dovere,
è ora di partire,
ditele che l’amo,
non l’amo”...
(Ti chiami Margherita
e quindi hai ereditato
un’incertezza e i petali
che ho in mano)
...dicevo, Margherita,
io ero quattro versi,
adesso ne rimangono
i detriti,
e un certo manierismo,
che mi obbliga la chiusa
e fa di questa quinta mia
una scusa.La paura (Uno che ti urla in faccia e sembra molto sicuro di quello che dice, molto più di te).
Il male (Una ferita superficiale per cui chi ti interroga è uno stronzo, chi ti sfiora è un maiale, che ti cerca è un assassino).
La fatica (Il corpo sudaticcio e le sinapsi alla moviola).
E Tu vuoi dirmi che tutto questo non conta? 1,2,3,4...
L'ottusità (Quando tutti hanno capito).
L'incredulità (Quando tutti hanno creduto). Aspettami.
Voglio dormire tra le tue braccia.
E la notte disse: luce!
E le linee della collina come il dorso di un cammello sbronzo.
Il mio stomaco inatteso appigliato a un'idea di salute.
Piccole anime divagare sulla strada sottostante, a cavalcioni tra la realtà e la
loro
propria
fugace sussistenza.
Questo parapetto cos'è.
Una siepe o un letto fatto o un
Buongiorno, mondo.
"Maestro...
["Perché vedi, è semplice, è facile come un doodle."
"Un doodle."
"E più guardi, più vedi la linea che unisce il tuo ombelico col tuo culo, e che è il perimetro del mondo."
"r X r X 3,14."
"Con un minimo di approssimazione. Quell'approssimazione è l'inseparabile, caro, ormai fratello crimine quotidiano."
"Unico compagno."
"Perché ti sei svegliato stamattina?"
"Non lo so."
"Sappilo entro sera."]
"...dove abiti?"